RESPONSABILITÀ È ANCHE RISCOPRIRE LA MIA SPIRITUALITÀ.


Aloha: riconosco la Vita e il Divino che è in te.

Il mio caro amico Lorenzo, autenticamente vicino alla spiritualità cristiana, mi ha inviato questa riflessione, leggendo il mio post sul grande potere di prendersi la responsabilità:

<<Nel leggere il tuo post ho immediatamente pensato all’omelia del papa, che, “coincidentalmente” avevo appena letto su un articolo di giornale.

Ho percepito il suono di parole simili: cadere, rialzarsi / ricadere, alzare… tanto che inizialmente le ho letteralmente sovrapposte,  ma soprattutto ho percepito una risonanza  tra i due messaggi, che è del tutto personale, che sintetizzerei così: 

l'imperfezione non è negativa ma è un punto di partenza ineluttabile, direi quasi necessario.

Prendersene la responsabilità e affidarla un Dio che la accoglie come un padre accoglie i primi passi incerti di un bambino, è rivoluzionario e molto consolante. Non c’è giudizio, non nel senso  giudiziale e penale del termine, ma solo presa di coscienza; non c’è senso di colpa, perché esso non ha alcuno scopo, se non quella di focalizzare la coscienza in modo negativo, impedendoci di andare avanti; c’è responsabilità e consapevolezza della necessità di proseguire senza stancarsi in un processo di purificazione/pulizia, nel quale l’atto libero e consapevole di importanza essenziale è la scelta: scelta di accettare la propria “miseria” affidandola a Qualcuno che, nella sua infinita misericordia la “azzeri” trasformandola oltre e indipendentemente dai nostri sforzi. A noi spetta il compito di riconoscerci bisognosi,  ma questo  bisogno non è penosa rassegnazione a una condizione di decaduta dignità,  ma presupposto essenziale per essere ammessi in un circuito di amore, vita e felicità, tra le braccia di una Divinità Padre/Madre.

Ti ringrazio,  Piera, perché i tuoi scritti offrono prospettive molto originali per approfondire e ridefinire elementi davvero importanti della mia riflessione spirituale.>>

È indubbia la somiglianza spirituale e filosofica di Ho'oponopono con la spiritualità cristiana, attenzione, che è differente dalla religione cristiana. Alan Cohen, nel suo meraviglioso libro TUTTO IL BELLO CHE C'È, scrive: <<La religione è per coloro che temono l'inferno, la spiritualità è per coloro che all'inferno ci sono già stati.>>


"Mi Dispiace", "Perdonami": con questi mantra, ci prendiamo il 100% di responsabilità per i pensieri che abbiamo prodotto, basati sulle solite memorie indesiderate, che sottendono i soliti programmi, che manifestano i soliti problemi.

Perché sono i soliti problemi, lezioni che non vogliamo imparare ed errori che continuiamo a fare. Senza accorgercene, almeno non del tutto.

Ed è per questo che scegliamo di pulire: cioè la nostra Mente Conscia, ripetendo i mantra, inizia volontariamente la pulizia a livello della Mente Subconscia, dove sappiamo che si immagazzinano tutte le memorie indesiderate, anche se non sappiamo quali. E comunica il problema al nostro Sé Superiore. È il nostro Sé Superiore che sistema le cose e ci fa partecipare attraverso le azioni ispirate, spesso senza neanche che ce ne rendiamo conto.

Quando abbiamo finalmente compreso questo, e c'è bisogno di tanta pulizia per comprenderlo, allora possiamo diventare un po' più consapevoli di quello che succede.

Il dr Hew Len ha raccontato in ZERO LIMITS: <<Dieci anni fa, feci un patto con me stesso, mi promisi che mi sarei regalato una coppa di gelato enorme, con cioccolato fondente e panna, così grande da star male, se solo fossi riuscito a non giudicare nessuno per un giorno intero. Non sono mai stato in grado di farlo! Noto che me ne accorgo più spesso, ma non riesco a far passare un giorno.>>
Siamo tutti ugualmente sulla stessa barca. 
La pulizia deve essere incessante.

Grazie per aver letto fin qui.
Grazie, Ti Amo. Pace dell'IO.

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