LA NOSTRA "CONNESSIONE AMOREVOLE" CON LE COSE: FORSE SIAMO TUTTI SCIAMANI.


Aloha: riconosco la Vita e il Divino che è in Te!

La mia magica, super-spirituale amica Antonella ha postato su Facebook, qualche settimana fa, la sua esperienza con la lavatrice in questo periodo di lockdown più o meno coatto.

Riferiva un rapporto decisamente migliorato con l'elettrodomestico in questione, che le consentiva addirittura di appaiare i calzini senza difficoltà. E imputava questa relazione ritrovata ad una cura attenta e più "presente" della lavatrice, concludendo con una considerazione sulla nostra "connessione amorevole" con le cose.
Ed io non potevo non pensare alla "sedia del dr Hew Len".

Per la cultura e la sapienza Huna hawaiana, da cui Ho'oponopono deriva, come per molte altre culture spirituali animiste, ogni soggetto, animato o inanimato, possiede una vita.


Ma abbiamo illustri esempi occidentali che ribadiscono questo concetto di connessione amorevole con le cose. Evitando qualcosa di eccessivamente scientifico, che, per quanto affascinante, diventerebbe veramente complicato da spiegare in un post, mi limito a due grandi esempi di autori che parlano di connessione con le cose.

Jim PathFinder Ewing, autore, vincitore del premio Award per il giornalismo, nonché, recentemente, coltivatore biologico, ha scritto il libro CLEARING sullo sciamanesimo ambientale: si tratta di una guida "passo passo" per liberare le enrgie intrappolate negli edifici e nei terreni. E come poter dimenticare il meraviglioso personaggio creato da Isaac Asimov nel suo libro FONDAZIONE E TERRA, la eterica Gaia, che per ricevere informazioni su fatti avvenuti precedentemente, toccava le rocce e spesso iniziava le frasi ripetendo:<<Io, Noi, Gaia...>>.

In ZERO LIMITS, il dr Jew Len si mette in connessione amorevole con la stanza dove terrà il suo primo incontro con altre persone, insieme a Joe vitale e ne riceve alcune informazioni: 

la stanza si chiama Sheila, è stanca, <<la gente viene e va e non la ama mai. Ha bisogno di riconoscimento.>>


Racconta inoltre: << Una volta ero in salone per prepararmi ad una conferenza e stavo parlando alle sedie. Chiesi: "C'è qualcuno che ho dimenticato? Qualcuno ha un problema di cui posso prendermi la responsabilità?". Una delle sedie disse: "Sai, c'era un tizio seduto su di me oggi, durante un seminario precedente, che era economicamente nei guai e ora mi sento come morta!". Quindi ripulii il problema e vidi la sedia raddrizzarsi. Poi sentii: "Ok! Sono pronta per affrontare la prossima persona!">>.

La avvertite la connessione amorevole con la sedia e gli altri oggetti, in questo racconto? 


Certo che la avvertite, come percepite il rispetto e il poco confortevole ma necessario decentramento dall'attenzione su noi stessi e su quello che "abbiamo da fare" verso la considerazione di ogni tipo di energia che ci circonda e che partecipa ad ogni processo in cui siamo coinvolti.
Vi sembra che questa connessione amorevole con le cose sia roba solo da sciamani?
E chi vi dice che non lo siate veramente?

Come si puliscono e si sbloccano le energie delle cose con cui potremmo essere amorevolmente connessi? 
Ripetendo "Ti Amo": all'inizio non è richiesto percepire l'Amore. Ma sicuramente inizierete a sentirlo da lì a un po', molto prima di quello che pensate e lo sentirete tutti, indistintamente.

Grazie per aver letto fin qui.
Grazie, Ti Amo. Pace dell'IO SONO.


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