IL MAESTRO DI COERENZA È IL CUORE. LA SCIENZA DIETRO ALLA TECNICA DI ARMONIZZAZIONE CUORE-CERVELLO

 Aloha: riconosco la Vita e il Divino che è in Te!


Questo post non parla di Ho'oponopono, stavolta. Anche se vi è strettamente legato, in quanto ripetendo "Ti Amo" o qualcun altro dei mantra o una qualsiasi delle preghiere proposte nei post precedenti, respirando tranquillamente e un po' più profondamente del solito, si arriva a quello stato di Pace che sottende armoniosa lucidità mentale, supermemoria, superapprendimento (leggete HO'OPONOPONO PER LA "LETTURA RAPIDA"), supersalute. Lo stato di COERENZA CUORE-CERVELLO, appunto.


Questo post è già stato pubblicato sulla mia pagina di MeWe EMOTIONAL FACILITATION - Facilitazione Emozionale. 

Come anticipato nel post sull’utilità dei mentori interni, una delle fasi della mia metodica di Facilitazione Emozionale è quella del rilassamento, nel cui stato si individuano i nostri mentori interni.

Come rilassamento io propongo la tecnica della coerenza cuore-cervello, che io chiamo “armonizzazione cuore-cervello”, che viene da Gregg Braden.

Prima di affrontare, con semplicità, non temete, la scienza alla base della coerenza cuore-cervello, voglio scrivere qualcosa che è un po’ più sensazionale e che si colloca sempre alla base della nuova scienza del cuore.

Gregg Braden è sì un famoso autore di best-seller ma prima di tutto è uno scienziato. Parte dall’essere un famoso geologo e informatico che lavorava per alcune compagnie petrolifere negli anni ’70 e come progettista informatico aerospaziale negli anni ’80, fino a lavorare per la Cisco System e per la Nasa. Ad un certo punto però, Gregg si stancò di tutto questo, perché, anche grazie alle competenze acquisite, aveva volto lo sguardo e l’attenzione alle nuove branche della scienza che consentivano di vedere il mondo con occhi differenti: le informazioni portate dall’energia che costituisce ciò che noi chiamiamo vuoto, le onde elettromagnetiche, il suono, il ritmo, lo studio di antiche culture che già conoscevano queste prospettive di osservazione e i loro effetti sulla realtà che ci circonda. Fu così che, apprestandosi a lasciare il suo ultimo posto di lavoro “convenzionale”, si scontrò con le rimostranze del suo ultimo capo, che lo minacciò fino al punto di dirgli “se vai via, ti assicuro che farò in modo che tu non venga assunto da nessun altro, in questo settore”. E Gregg gli rispose “meraviglioso, proprio quello che volevo”.

In un’intervista, Gregg Braden parla della coerenza cuore-cervello raccontando una storia che ha dell’incredibile: <<Nell’emisfero settentrionale ci sono due satelliti che ogni trenta minuti inviano agli scienziati una lettura dell’intensità del campo magnetico terrestre. L’11 settembre 2001 è accaduto qualcosa di straordinario, perché questi campi magnetici – che solitamente aumentano e diminuiscono ogni due ore –improvvisamente hanno avuto un grande balzo alle ore 9:00, 15 minuti dopo che il primo aereo ha colpito la prima torre del World Trade Centre. Gli scienziati che osservarono il fenomeno, dicono ci sono voluti 15 minuti prima che i media globali riuscissero a trasmettere le immagini al mondo e ci sono voluti 15 minuti perché milioni di persone vedessero tali immagini e rispondessero a esse con una profonda emozione (o stato emotivo). Secondo gli scienziati tali emozioni – provate collettivamente da milioni di persone contemporaneamente – sono state così potenti da influenzare i campi magnetici della Terra. Questo avvenimento ha sorpreso molto gli scienziati, i quali da sempre negavano il collegamento collettivo alla Terra e che questa teoria fosse solo una vecchia credenza del passato.>>

Le nuove scienze hanno dimostrato che il cuore umano, con la sua attività contrattile, produce un campo magnetico molto potente, 5.000 volte più potente del campo magnetico del cervello. E ciò che hanno osservato gli scienziati è che quando milioni di persone provano un sentimento che causa una forte emozione nello stesso istante, il campo magnetico prodotto dai milioni di cuori coinvolti è talmente potente da poter influenzare il campo magnetico che collega ogni forma di vita sulla Terra.

Dunque, la domanda che sorge spontanea è: possiamo creare questa esperienza senza che si verifichi per forza una tragedia? Possiamo scegliere di riconciliarci e di provare amore, comprensione e gratitudine, forti emozioni positive senza che si verifichi uno sconvolgimento negativo come quello dell’11 settembre? Ma non è di questo che scriverò in questo articolo.

Dopo aver accennato al potente campo magnetico prodotto dal nostro cuore, parliamo della neurofisiologia di questo “muscolo magico” che batte per anni nel nostro petto e dell’incredibile effetto che esercita sul nostro cervello. Innanzitutto possiamo affermare con sicurezza che la coerenza cuore-cervello esiste e che corrisponde alla risposta che il cervello dà in conseguenza dell’invio, da parte del cuore, di un segnale elettrico che possiede una frequenza molto bassa (e quindi una lunghezza d’onda molto “larga”), pari a 0,10 Hz (o 0,10 cicli al secondo). Quindi subito possiamo osservare ed ammettere che la coerenza si stabilisce grazie ad un segnale che il CUORE invia al CERVELLO e non viceversa. Il “maestro di coerenza” è il cuore.

La frequenza di 0,10 Hz corrisponde a sentimenti di amore, gratitudine, compassione. E a provarli per primo è il CUORE, non il CERVELLO. Ma com’è possibile questo? Possibile che il semplice sistema nervoso cardiaco di conduzione degli stimoli che fanno contrarre questo muscolo, sia anche in grado di pilotare l’invio di segnali elettrici al cervello, sede di 100 miliardi di neuroni? Infatti non è possibile. Ma…avete mai sentito parlare del cervello del cuore?

L'osservazione scientifica ha dimostrato che il cuore è molto di più di quello che crediamo e che non è affatto una semplice pompa, come siamo stati abituati a considerarlo. Si tratta invece di un sistema complesso e autoregolato e auto-organizzato, un vero e proprio CENTRO DI ELABORAZIONE DATI, con una propria mente in costante comunicazione con il cervello, con il sistema nervoso e con tutta la nostra fisiologia, in grado di influenzare profondamente ogni organo, in un complesso intreccio di messaggi e feedback.

Tra gli anni ‘60 e gli anni '70 i coniugi Lacey si dedicarono allo studio della neurofisiologia del cuore, riuscendo a comprendere che il cosiddetto “muscolo cardiaco” ha una sua mente, la cui regolazione sovente diverge dal funzionamento del sistema nervoso autonomo, realizzando dunque che il cuore è L’ORGANO PREDONMINANTE. Quindi, in buona sostanza, il “cervello del cuore” può svincolarsi dalla regolazione puramente biologica del suo sistema di conduzione e assumerne il comando.

In seguito a queste scoperte empiriche, un piccolo gruppo di ricercatori nel campo cardiovascolare si unirono ad alcuni neurofisiologi, dando il via ad una nuova disciplina detta Neurocardiologia, che da allora ha fornito indicazioni estremamente importanti sul sistema nervoso del cuore e su come il cervello e il cuore comunicano attraverso il sistema nervoso. L’esponente principale della neurocardiologia è il dr J. Andrew Armour, uno dei primi pionieri di questa nuova disciplina medico-scientifica che nel 1991 introdusse il concetto di "cervello del cuore".

Nel suo libro intitolato “La scienza del Cuore”, pubblicato nell’ambito della saggistica scientifica dell’Istituto HeartMath, il dott. J. Andrew Armour spiega che il cuore possiede un proprio cervello costituito da una complessa rete neuronale, un complesso sistema nervoso intrinseco molto sofisticato, un "piccolo cervello" appunto, una rete intricata di diversi tipi di neuroni, in grado di compiere una serie di attività specializzate come ad esempio secernere neurotrasmettitori e altre proteine, molto simili a quelli trovati nel cervello. Questa area neuronale può agire in modo indipendente dal cervello stesso, essendo in possesso di facoltà ritenute fino ad allora di esclusivo appannaggio di quest’ultimo. A questo proposito si deve sottolineare che, presso l'Istituto di HeartMath (HMI), sono stati esplorati scientificamente i meccanismi fisiologici con cui il cuore comunica con il cervello, come influenza l'elaborazione delle informazioni, delle percezioni, delle emozioni, fino a poterle elaborare e ricordare per se stesso. A dimostrazione di questi dati sono, da sempre, tutti i casi di “ricordi” appartenenti alle vite dei donatori d’organo, di cuore, che riaffiorano alla mente dei pazienti riceventi.

Si scopre che il sistema nervoso del cuore è composto da 40.000 neuroni, organizzati in una struttura complessa di gangli neurali, da cui si dipanano neuriti distribuiti in tutto il cuore, sensibili a molti tipi di input sensoriali provenienti dall'interno del cuore stesso e dal resto dell'organismo. I vari studi compiuti dal HeartMath Institute sulla variabilità della frequenza cardiaca hanno rivelato che il tracciato (tacogramma) della variabilità cardiaca, dopo pochi minuti di esposizione a stimoli esterni positivi, mutava forma passando dal tipico grafico a guglie ad una forma maggiormente sinusoidale ed armonica. Il ritmo cardiaco regolare e stabile segnala il raggiungimento di uno stato di coerenza cardiaca che denota il raggiungimento di una particolare condizione psicofisiologica nella quale funzioni cognitive e prestazioni fisiche ottengono un netto miglioramento.

Questo lungo discorso, oltre ad incuriosirvi, vuole spiegare il perché ho scelto, come tecnica di rilassamento per la mia metodica Facilitazione Emozionale, quella suggerita da Gregg Braden, cioè la coerenza cuore-cervello, da me rinominata “armonizzazione cuore-cervello”.

Al prossimo articolo. Grazie per aver letto fin qui.

Piera Spagnolo

Emotional Coach

https://mewe.com/p/emotionalfcilitationfacilitazioneemozionale 

ponobenessere@protonmail.com

+34 691816438/+39 3774850060


Bibliografia:

https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/consapevolezza-spiritualita/coerenza-del-cuore-intervista-gregg-braden 

http://www.evoluzionedelcuore.com/download_files/Uncervellonecuore.pdf 

https://www.selfcoherence.com/blogs/no-stress-blog/74676613-un-piccolo-cervello-nel-cuore 

https://accademiainfinita.it/blog/23-scienza/1018-la-scienza-dimostra-il-cervello-del-cuore-e-il-vero-ponte-di-comando 

https://www.heartmath.org/our-heart-brain/ 

https://claudiagalli.net/blog/la-scienza-del-cuore/ 

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