QUANDO CAMBI IL MODO DI GUARDARE LE COSE...

Aloha: riconosco la Vita e il Divino che è in Te!

...LE COSE CHE GUARDI CAMBIANO. Per finire la frase.


È la traduzione dall'inglese di una celebre frase che il celebre e compianto autore, il dr Wayne Dyer, soleva ripetere citando, se non erro, l'ancor piu celebre Lao Tzu o Lao Tsé, filosofo cinese del VI secolo a.c., che scrisse il Tao Te Ching, breve opera di poco più di 5000 parole in cui racchiuse tutta la sua saggezza:

"When you change the way you look at things, the things you look at change."

Una cara amica-sorella, con la quale condivido il percorso di pulizia attraverso Ho'oponopono, proprio grazie ad un cambio di "modo" o "prospettiva" da cui guardare le cose, ha risolto il suo problema ed ha citato proprio il dr Dyer nel messaggio che poi mi ha scritto. 

Sta finendo il corso universitario di psicologia e le mancano solo 4 esami. Siccome è fuori corso (lavoratrice-mamma-nonna), l'esame che avrebbe dovuto fare in forma scritta le è stato cambiato ad orale. Poco importa se questo avrebbe dovuto saperlo o avrebbero dovuto comunicarglielo. È andata nel classico pallone, ha perso la concentrazione e non lo ha superato: per lei una sconfitta, avendo superato tutti i precedenti fino ad allora.

Si è ritrovata bloccata dentro il proprio disappunto e la propria paura: le memorie indesiderate, e i programmi da queste sottesi, avevano preso il sopravvento, gettandola nello sconforto.
Quali programmi? Perché? Non li intuite? Li conoscete anche voi certamente: ecco, ora che questo esame è andato male, chissà che fatica farò a finire e mi mancano solo 4 esami! - lo sapevo che se mi fossi bloccata sarebbe stato impossibile laurearmi! - ma com'è possibile che mi sia bloccata? sono così incapace? ecc ecc.

Anche se vi viene naturale, dall'esterno, pensare che avrebbe potuto concentrarsi sui successi fino ad allora ottenuti, SAPETE MOLTO BENE che quei programmi, magari anche solo basati sulle memorie di qualcun altro, ci possono bloccare e basta.

A quel punto, lei ha intensificato la pulizia, ha deciso di confrontarsi con me e poi ha preso spunto dal post del gruppo HO'OPONOPONO CLEARING e ha cambiato il modo di guardare questa cosa. Si è confrontata con la docente e questa le ha proposto di scindere in due l'esame. E lei, felice, mi ha scritto: "Ho cambiato il modo di guardare la cosa" e ha provato una possibile soluzione, che le è arrivata per ispirazione.
Il cambio di prospettiva, cioè del modo di guardare le cose, è stato proprio quello di guardare all'evento come a un incidente di percorso, sospendendo qualunque giudizio: quello verso se stessa, quello verso la docente, quello verso l'esame in sé e quello verso la propria laurea. Ha intensificato la pulizia perché ha realizzato che dietro quel blocco c'erano memorie indesiderate "in azione", che stavano riproponendo i medesimi programmi di pensiero. E quindi il medesimo modo di guardare le cose.
Una splendida spiegazione del meccanismo viene da Eckhart Tolle:
"La base per il cambiamento vero è la libertà dalla negatività. È quello che l'accetazione implica: nessuna negatività circa <<ciò che è>>. Ed è allora che tu puoi vedere cosa questo momento richiede: cosa ci vuole ora affinché la vita possa esprimersi pienamente al suo meglio?". Oppure, secondo Ho'oponopono, quale ispirazione potrà giungermi per risolvere al meglio questo "problema"?

Il dr Hew Len ha ripetuto per anni, instancabilmente, questa frase: "Un problema non è un problema a meno che noi non diciamo che lo sia. E un problema non è il problema. Come reagiamo al problema, è il problema." E il nostro modo di reagire dipende dal modo in cui guardiamo le cose.

Quando il problema diventa un'occasione per iniziare a ripulire le memorie con Ho'oponopono, la nostra prospettiva cambia, il nostro modo di guardare le cose si modifica, fluidamente, senza fatica. Per questo motivo il dr Hew Len ripeteva anche di "amare" i nostri problemi: grazie a loro iniziamo a ripulire le memorie, così che avanziamo nel nostro percorso di consapevolezza di chi siamo veramente, oltre a risolvere il "problema".

D'altronde anche Einstein sosteneva, senza vacillare un istante, che un problema può essere chiamato tale solo quando possiede una o più soluzioni e che queste non si trovano allo stesso livello energetico sul quale il probema è stato creato. Bisogna trascendere il livello, puntare ad un livello più alto, dove potremo incontrare più di una soluzione.
Con altre parole, secondo Ho'oponopono, iniziare a ripulire, cambiare il modo di guardare le cose e attendere fiduciosi l'ispirazione che risolve la situazione. Perché c'è più di una soluzione e sicuramente ne possiamo trovare una che faccia al caso nostro.

PONO, 7° PRINCIPIO HUNA:
l'efficacia è la misura della verità - c'è sempre un altro modo per fare la stessa cosa.

Grazie per aver letto fin qui.
Grazie, Ti Amo, Pace dell'IO SONO.

Per "problema" 

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