HO'OPONOPONO e la LEGGE DI ATTRAZIONE (prima parte)

IO NON VOGLIO QUELLA COSA / IO NON SONO COME LORO 


 
Aloha: riconosco il Divino e la Vita che è in te!
Eccomi ad affrontare, attraverso due articoli auspicabilmente chiarificatori, i dubbi avanzati da chi non comprende come io possa unire Ho'oponopono alla Legge di Attrazione. Vi chiedo la pazienza di leggere tutto, fino in fndo, avendo dovuto includere una premessa piuttosto lunga ma necessaria. Nella seconda parte spiegherò gli stretti parallelismi con Ho'oponopono. Vi assicuro che non sono l'unica persona che li fa, ma essendo io una purista di Ho'oponopono (per me sinceramente le varianti "occidentale", "umanistico" ecc sono esempi di tentativi di comprendere questa pratica senza averne colto l'essenza) ci tengo a spiegare come si possa parlare di Legge di Attrazione e, contemporaneamente, seguire i principi originari di Ho'oponopono. E forse, così, portare più persone ad avvicinarsi a questa pratica meravigliosa o, comunque, far conoscere le preziose canalizzazioni di Abraham Hicks (trovate i link a due libri importanti in fondo all'articolo).

Innanzitutto, se io vi dicessi: NON pensate ad un elefante rosa con le orecchie verdi che balla la Hula, voi riuscireste ad evitare questo pensero un po' comico senza neanche minimamente immaginare un pachiderma rosa e verde, retto sulle zampe posteriori o anche no, con un gonnellone hawaiano che muove sinuosamente, o quasi, il bacino?

... sicuri???

Ammettetelo, è praticamente impossibile. La nostra Mente Conscia prima immagina, poi deicide di non pensarci... ma la prima cosa che fa è immaginare e, spesso, purtroppo involontariamente, di default, anche "sentire, percepire".
Secondo una serie di studi, delle cose alle quali pensiamo, il 90% non si avvera, per fortuna; il 6 -7% ha una qualche probabilità di avverarsi; il 3-4% si verifica o si reaizza, come preferiamo.

Quel 3-4% fa parte delle cose alle quali abbiamo pensato con sentimento, che abbiamo immaginato fino a percepirle, spesso ovviamente senza rendercene minimamente conto, anche se siamo persone che meditano o hanno una qualche esperienza spirituale. Perché è così che noi creiamo, sentendo e percependo come reali le "realtà" che noi pensiamo e immaginiamo. Anche quando non le desideriamo, forse soprattutto quando non le desideriamo. Perché quest'ultima affermazione? Perché ci hanno "insegnato" a sentire e percepire di più le emozioni legate a ciò di cui abbiamo paura e/o che non desideriamo affatto invece che aiutarci a percepire e sentire le emozioni legate a ciò che è da sempre nei nostri desideri più puri e che sappiamo corrisponere alla più autentica espressione di noi stessi, alla nostra vera felicità, alla nostra reale espressione ed espansione come esseri energetici, pieni di meravigliose vibrazioni, in una parola alla nostra GIOIA.

Per Abraham, ogni deisderio, ogni realizzazione corrisponde a due possibili realtà, almeno in questa terza dimensione così materiale: la presenza dell'oggetto del desiderio e l'assenza di esso, nello stesso identico istante. Mi indicate subito la dualità o il dualismo? E sia, anche se si tratta di un concetto "trappola", mai reale o esistito veramente sin dalla notte dei tempi, dalla Creazione.
Vediamo, il dualismo o la dualità corrisponderebbero ad esempi tipo:
- se non ci fosse la notte, noi non capiremmo quando è giorno
- se non ci fossero i problemi, noi non riconosceremmo le soluzioni
- se non ci fosse il buio, non potremmo riconoscere la luce.

In realtà il dualismo, che è l'accezione più esagerata e negativa di dualità, come tutti gli "-ismi", è una pericolosissima stupidaggine, una trappola mortale che ci ha portato alla concezione che solo con il sacrificio, il duro lavoro e la rinuncia, noi avremmo ottenuto la felicità o addirittura la gioia qui nell'esistenza terrena o, peggio, in mancanza di questo, la beatitudine solo nella vita eterna...già...

Invece, Tutto è Uno, tutto è intero e coerente. Giorno e notte non esistono come tali, nello stesso identico istante è giorno in un lato del pianeta e notte in un altro. Problemi e soluzioni non esistono come tali, ci sono evenienze difficoltose dalle più svariate sfumature, che altri hanno previsto e prevenuto o evitato, semplicemente perchè il loro comportamento coincideva con una o più ipotetiche soluzioni; cioè le soluzioni e il problema coesistevano già da prima.
Veniamo al buio e alla luce. Chi, come me, è propenso ad escludere il dualismo, considera il buio come l'assenza di luce: in questo momento ci sono luoghi, esteriori e interiori, pieni li luce e di buio o di penombra. Tutto esiste contemporaneamente...ma...consideriamo due aspetti.

Il primo: anche se lo cercate in ogni angolo dell'universo, non troverete un interruttore che permetta l'erogazione del buio, Ciò che potete trovare è un meccanismo che interrompa il flusso di luce, di energia (la luce è una delle forme di energia). Il buio non si eroga, è secondario all'assenza di una forma di energia, quella luminosa.
Il secondo aspetto riguarda la Luce di cui siamo costituiti...se ridete, guardatevi gli studi relativi all'emissione di biofotoni da parte del nostro DNA (che hanno valso il Nobel a Fritz Popp) e quelli fatti, per esempio, dal professor Konstantin Korotkov. Tutto scientificamente dimostrato, noi emettiamo Luce, perché sì, noi siamo Luce. La condizione di assenza di Luce determina il buio, nessun tipo di buio esiste per se stesso, quindi il dualismo è, di per sé, inesistente. Ecco cosa vuol dire che ogni aspetto della realtà, o di quella che noi consideriamo tale, è presente contemporaneamente. 



Per Abraham, noi siamo venuti qui, in questa dimensione così densa e materiale, per dimostrare la nostra natura di creatori e co-creatori di diretta origine Divina, intendendo come Dio la Sorgente, Ciò che È, l'Intelligenza Universale e Unica, per continuarne la gioiosa espansione attraverso la comprensione della propria natura di "potenti e e magnifici Esseri Spirituali, dotati di Dignità, Direzione e Scopo", come scrive Dannion Brinkley nel suo libro.
La dualità (da cui è stato fatto derivare il concetto inesistente di dualismo) ci dovrebbe servire solo all'inizio come mera "tecnica" per arrivare a tale comprensione e cioè per affinare i nostri desideri, quelli prodotti dalla nostra Mente Conscia, e farli coincidere con gli stessi emessi dalla parte più espansa di noi, che corrisponde al nostro Sé Superiore o Essere Interiore, che deriva direttamente, coerentemente, senza nessuna interruzione dalla Sorgente. Desideri contrari a quelli del nostro Sé Superiore, come quelli pervasi dalle energie che non coincidono con quelle della Sorgente, generano in noi emozioni e stati negativi. Quindi attenzione a come vi sentite: cercate attraverso le tecniche che preferite di aggiustare il vostro stato vibrazionale. Ma ci torneremo più avanti.

Per Abraham, noi non creiamo direttamente, intervenendo con la nostra energia su questa terza dimensione materiale, ma permettiamo che il nostro Sé Superiore (Aumakua per Ho'oponopono) o Essere Interiore, come lo chiama Abraham, renda manifestabili le realtà cha abbiamo già creato a livello vibrazionale e che sono tantissime, accumulate in un sistema che Abraham chiama "vortice" e ne avremmo accumulate tante da bastarci per altre 30 o 40 vite. Il problema è che nel "vortice" c'è di tutto, cose belle e cose meno belle. Per fortuna (o sfortuna?), la loro espressione dipende da due fattori: la Legge di Attrazione e il benedetto...libero arbitrio.

Riprendiamo ora il punto in cui abbiamo capito che la nostra Mente Coscia (Uhane per Ho'oponopono) ignora completamente la particella di negazione NON, almeno nel primo e più importante istante, quello della creazione del pensiero, al quale poi NON vorremo più pensare. Ammettiamo ora che a quel pensiero, che la Mente Conscia è obbligata a formulare prima di scegliere di non pensarci, associamo una forte sensazione, un forte sentimento da cui scaturiranno poi le emozioni collegate a quel pensiero: ciò che abbiamo appena fatto è stato creare un nucleo di realtà (chiamiamolo così) assolutamente realizzabile proprio grazie alla Legge di Attrazione, qualunque siano le emozioni positive o negative ad esso associate.

Nell'Universo esiste, nell'atto creativo, solo la Legge di Attrazione. Non esistono leggi di asserzione (asserisco che non voglio, che ho sbagliato a pensare a quella cosa) nè leggi di cancellazione (mi rimangio tutto quello a cui ho pensato). Il libero arbitrio, il secondo dei fattori in gioco nell'atto della creazione, non si esercita nel tentativo di eliminare il pensiero e le emozioni ad esso collegate. Il libero arbitrio consiste nella libera scelta: prima si sceglie, poi si crea. Se non siamo liberi da condizionamenti, viviamo nell'illusione di scegliere ma in realtà pensiamo, sentiamo e creiamo automaticamente, senza nessun controllo sul processo, ossia per default.
 
La Legge di Attrazione ci porta, attraverso il nostro Sè Superiore (che obbedisce ad essa essendo essa una legge dell'Universo), ciò che corrisponde vibrazionalmente all'emozione o alle emozioni associate a quel pensiero. Punto. Quei pensieri, con annesse emozioni, si chiamano desideri, che ci piaccia o no. I desideri possono avere una connotazione positiva o negativa per noi, in base alla qualità delle emozioni associate al pensiero che costituisce il nocciolo del deisderio. Se poi il desiderio è supportato da una nostra convinzione, è fatta, la creazione della realtà corrispondente al desiderio è assicurata: viene colmato il gap, la distanza, la camera d'aria tra il mero pensiero e la realtà corrispondente.

Avete presente la saggia massima che ci ricorda che se auguriamo il male a qualcuno ci torna indietro triplicato? Vi assicuro che il presupposto effetto boomerang è assolutamente da escludere: l'effetto è diretto, anche se potrebbe sembrare una ripercussione.
Immaginiamo di avere (forse senza neanche tanto sforzo) dei vicini più che molesti, con i quali abbiamo "tentato" di avere un dialogo chiedendogli di modificare il loro comportamento in nome del rispetto e della libertà di tutti. Ovviamente il tentativo è miseramente fallito essenzialmente per due motivi: uno, probabilmente loro non sapevano di cosa stavamo parlando (rispetto, civiltà); due, quando abbiamo fatto il nostro "tentativo", anche senza accorgecene, li stavamo già condannando e ne avevamo già pensate di cotte e di crude sul loro conto (pensieri di lezioni che i nostri vicini avrebbero dovuto imparare con sofferenza, perchè è solo con sofferenza che si impara - e torniamo al dualismo).
Quindi la nostra vibrazione energetica era già inquinata quando abbiamo fatto il nostro tentativo di dialogo "civile". Di conseguenza, secondo la Legge di Attrazione, non solo i nostri vicini escogiteranno altri modi di darci fastidio ma è probabile che ci capitino anche vicissitudini per nulla piacevoli in altri campi della nostra vita. In altre parole, la Legge di Attrazione fa arrivare nelle nostre vite realtà che corrispondono alle nostre vibrazioni principali. Inoltre, il desiderio di punizione o di lezione che dovrebbero ricevere i nostri vicini è supportato dalla convinzione che certe cose si imparano solo attraverso la sofferenza. Gap colmato, distanza colmata: prepariamoci a ricevere un sacco di guai. Noi però.

Non che i nostri vicini non ne stiano ricevendo, di problemi (anche noi costituiamo un problema per loro), tenendo conto delle loro basse vibrazioni: ma questo è un carico tutto loro, noi abbiamo già il nostro.
Capite dunque perchè ripetere IO NON VOGLIO QUELLA COSA / IO NON SONO COME LORO e sentire le emozioni associate alla convinzione o alle convinzioni sottostanti fa in modo di attivare la Legge di Attrazione in modo che ci porti invece sempre più situazioni simili a QUELLA COSA e persone simili a LORO? Nemmeno la Legge di Attrazione percepisce il NON.

Quindi desiderio (pensiero + emozioni) + convinzione = creazione.

Ecco perché Abraham suggerisce di pulire, purificare, chiarire le nostre vibrazioni (testualmente "cleaning and clearing your vibrations") tramite la meditazione prima di formulare un qualsiasi desiderio, poichè questo è il vero esercizio del libero arbitrio: cioè scelgo di liberare la mia Mente Conscia dalle vibrazioni più basse, presenti sotto forma di condizionamentei e ricordi negativi a livello della mia Mente Subconscia, raggiungendo uno stato molto vicino all'assenza di pensieri o alla presenza di pensieri senza importanza né resistenza (è quello che in Ho'oponopono chiamiamo Vuoto o Zero), una Pace autentica, una sorta di calma attiva.

A che serve questo stato?
Ad abbassare qualunque resistenza legata ai condizionamenti e alle solite memorie, a lasciar andare ("let it go" ripete Mabel Katz) ciò che noi consideriamo il problema, perchè se smettiamo di prenderlo in considerazione, di pensarci, esso smette di rappresentare un problema per noi, prima ancora che ne possiamo intravvedere le possibili soluzioni. Cioè smette di vibrare come un problema e ce ne rendiamo conto perchè, dopo la meditazione, se vi portiamo il pensiero, ci viene di percepirlo come una semplice questione, spogliato delle vestigia di problema. In questo esatto istante, accadono due cose importantissime:
- permettiamo alle innumerevoli variabili - che non controlliamo consciamente -  di assestarsi nella migliore delle configurazioni per noi, affinchè ci si prospetti la soluzione migliore (ce ne accorgiamo da tutta una serie di eventi che si verificano da quel momento in avanti), chiamando Abraham le suddette innumerevoli variabili con il nome di componenti di cooperazione alla creazione o "cooperative components" (angeli e arcangeli, spiriti guida, mentori, persone e situazioni a noi favorevoli);
- apriamo l'accesso alla nostra Mente Conscia da parte di soluzioni ispirate già presenti nel nostro vortice di creazione vibrazionale, che arrivano grazie al nostro Sé Superiore, il quale ha costante accesso a tale vortice. In pratica è la cooperazione tra le diverse parti del nostro Essere (ciò che in Ho'oponopono viene chiamato I-dentità del Sé) che crea le condizioni perchè la situazione cambi e si risolva. Siamo noi a fare tutto, proprio così. Solo che in questo modo diamo la possibilità all'inflessibile e indomabile Legge di Attrazione di portarci cose che corrispondono alla nostra vibrazione ora cambiata in meglio.
E da qui, diamo vita a nuove situazioni e nuove soluzioni, attraverso i nostri desideri.
 
Già, care signore e cari signori, perché è impossibile che finisca. La nostra esistenza è in funzione dell'espansione costante e gioiosa della nostra vera Essenza, che corrisponde alla Sorgente, da cui derivano il nostro Sé Superiore, la nostra Mente Conscia e la nostra Mente Subconscia.

Il nostro compito principale sembra quindi essere, in fine, quello di sentirci sempre bene, se non felici o gioiosi almeno in Pace, di essere costantemente allineati con il nostro Sé Superiore, il nostro Aumakua. Partendo da questo stato di allineamento ("alignment" per Abraham, che viene canalizzato in inglese) potrete fare tutto ciò che desiderate. Vorrete negare di aver incontrato persone piene di ciò che chiameremmo problemi ma che percepivate in Pace e felici?




Grazie per aver letto fin qui.
Ti Amo.
Pace Oltre Ogni Comprensione, Pace dell'Io.

Jerry and Esther Hicks e Abraham

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